L'amico ritrovato - Fred Uhlman

 

La nostra vita letteraria non può esser costituita di sole lettura impegnate, di trame fantasmagoriche e sagaci riflessioni filosofiche, ed ecco un buon libro che per qualche tempo - poco, quanto il tempo che basta per leggere questo breve romanzo - non ci farà rimpiangere nulla di tutto ciò. Proprio la semplicità e la limpidità narrativa con le quali l'autore ha affrontato i temi dell'adolescenza, dell'amicizia e della parentesi tedesca negli anni Trenta - agli antipodi dall'affine Il bambino con il pigiama a righe - hanno permesso a L'amico ritrovato di divenire un piccolo classico contemporaneo.

 

Ci troviamo nei primi anni Trenta, Hans Schwarz è un ragazzo ebreo di sedici anni, vive a Stoccarda con i genitori e frequenta il Karl Alexander Gymnasium, scuola che accoglie studenti di diversa estrazione sociale. Proprio qui Hans conoscerà Konradin von Hohenfels, ragazzo elegante e di nobili origini che da una parte intimorisce i suoi nuovi compagni a causa della sua superiorità, pur non ostentata, dall'altra incuriosisce Hans per la riservatezza ed il rispetto con cui si pone.

I due diverranno grandi amici grazie ad interessi comuni quali la poesia, il collezionismo di monete antiche ed altri reperti storici, solamente un piccolo indizio di ciò che sarebbe avvenuto nel giro di qualche mese rende il piccolo Hans inquieto: egli non ha alcun problema ad ospitare l'amico ed a presentarlo ai genitori - con grande incredulità quando, la prima volta, vede il padre prodigarsi in pomposi ed imbarazzanti riverenze nei confronti del piccolo rampollo di casa Hohenfels - , questi invece sembra invitare Hans solamente quando i genitori non sono in casa. Un triste episodio rende infine manifesta la temuta verità, durante una rappresentazione operistica cui Konradin presenzia assieme ai genitori, questi passa accanto ad Hans senza rivolgergli lo sguardo.

Tale avvenimento sconvolge il nostro piccolo protagonista, ed il resto è storia. 1933, Adolf Hitler sale al potere ed inizia la lenta campagna antisemita che porterà nel 1938 all'emigrazione di massa, nel 1941 al genocidio. I genitori di Hans temendo per il proprio figlio fanno sì che questi emigri in America, laddove avrebbe trovato dei parenti pronti ad accoglierlo e crescerlo, facendo sì che dimenticasse quanto fosse accaduto nella sua patria.

 

Ma L'amico ritrovato è in realtà ambientato trent'anni dopo la fine di questi tristi accadimenti con i quali l'umanità ha dovuto fare i conti, Hans è rimasto negli Stati Uniti e realmente si è lasciato alle spalle sedici anni di vita; completamente depennati, come egli stesso avrà a dire.

Non unicamente il significativo titolo del romanzo, ma anche la bellissima storia d'amicizia che s'intreccia tra le pagine del breve libro, non potevano far sì che il rapporto tra Hans e Konradin non venisse messo in una luce differente, che non emergesse un messaggio di speranza che, a distanza di trent'anni, non permettesse al nostro protagonista di rivalutare alcune tra le scelte del suo caro Konradin.

Così, inattesa quanto sconvolgente, una lettera inviata dalla fondazione del Karl Alexander Gymnasium gli giungerà, proprio il liceo frequentato con il suo amico, un messaggio che metterà in luce un avvenimento, in particolare, di trent'anni precedente. La conferma che il profondo legame che legava il nostro protagonista al suo giovane e nobile amico non era affatto un fraintendimento.

 

A cura di Riccardo Bianco

 

 


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