Il grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald

"Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato."

 

Francis Scott Fitzgerald è senza dubbio il più grande autore dell'età del jazz, i ruggenti anni '20 caratterizzati da una forte spinta industriale, dall'eclettica Art déco e dalle lussuose e affollate feste, di moda nelle più agiate ville statunitensi. Ma la diffusione di questo benessere su quali basi era fondata? La storia, a posteriori, ci ha mostrato con la Grande depressione che tali fondamenta non erano così solide quanto si pensasse; Fitzgerald è invece una voce critica interna a questo periodo, che ci illustra le contraddizioni presenti nell'esaltazione irrefrenabile e nella volontà di esagerazione e trasgressione proprie di quel tempo.

 

Il grande Gatsby è il manifesto di tale epoca; protagonista e narratore è Nick Carraway, il quale in seguito al suo trasferimento nel piccolo paese di West Egg conoscerà Jay Gatsby, ricco proprietario di una magione confinante con il suo villino, adibita sempre a dimora festosa per quanti siano in cerca di ballo, alcool e divertimento. Gatsby viene presentato dall'autore con indicibile maestria, questi infatti verrà nominato più volte prima che, improvvisamente, piombi nella narrazione, facendo sì che diverse congetture vengano fatte sulla sua persona; ma si avverte subito che la figura di Gatsby non corrisponde in alcun modo a quella che ci si aspetta.

Fitzgerald tratta con la figura di Gatsby i fondamentali temi della solitudine e dell'indifferenza, predominanti nel racconto; le sontuose feste che impegnano solo fino ad un certo punto le sue notti, dal momento che appena gli è possibile se ne distacca, sono solamente una piccola parte del suo incredibile, ed in fine drammatico, piano. Un'architettura in principio misteriosa che coinvolgerà anche Nick, il quale non cesserà mai di provare una grande ammirazione per il suo vicino Gatsby, nonostante le vicissitudini che si susseguiranno nel corso della narrazione e le differenze sostanziali che li contraddistinguono.

 

Fanno da contorno alla vicenda prettamente narrativa osservazioni ed analisi estremamente accurate della società del tempo, attraverso i suoi personaggi, l'attento osservatore e mai critico Fitzgerald, ha la possibilità di mettere in luce gli eccessi, le manie e le contraddizioni di una America che, rapita oramai da uno sfrenato consumismo capitalistico, ha perduto quasi definitivamente di vista quel Sogno, il mito americano, cui con grande speranza in molti han guardato; le fondamenta del quale, lo stesso Fitzgerald, con pessimismo e mal celate allusioni di cui son pieni i suoi romanzi, questo in particolare, è costretto ad arrivare a mettere in seria discussione.

   

 

A cura di Riccardo Bianco

 

 


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