Fondazione (Cronache della Galassia) - Isaac Asimov

 

“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.”


Se voi foste in grado di interpretare con ottima approssimazione il corso degli eventi futuri della storia dell’umanità e se voi poteste discernere in questo avvenire millenni di devoluzione, decadenza e barbarie, come potreste agire per impedire ciò, quale arma fisica potreste impugnare che non perda tutta la sua potenza e non perisca col vostro stesso corpo sotto la coltre inesorabile del tempo? L’unico modo possibile sembra essere quello di eternarsi insieme alla storia, permettendo che le idee sopravvivano alla nostra morte attraverso l’azione dei posteri.

Hari Seldon, genio della psicostoriografia, una  scienza probabilistica che si serve di complesse funzioni matematiche per prevedere l’andamento a lungo termine di una determinata società, si trova di fronte a tale responsabilità dal momento che, servendosi delle sue abilità, ha previsto il crollo dello sterminato Impero Galattico. Una lenta parabola discendente che porterà ad un tragico ed ancor più lungo periodo di totale anarchia, ben 30.000 anni, prima che un nuovo ordine galattico possa risorgere dalle ceneri del precedente. Sebbene sia ormai impossibile evitare la crisi verso cui l’Impero si sta già da tempo dirigendo, Seldon sostiene che sia tuttavia possibile accorciare ad un solo millennio il famigerato interperiodo di oscurità, quella sorta di medioevo galattico durante il quale tutte le acquisizioni tecniche e culturali dell’umanità sarebbero condannate all’oblio. Seldon decide di reclutare un manipolo misto tra matematici, scienziati e cittadini comuni e, una volta trasferitisi dalla capitale Trantor su Terminus, pianeta ai confini dell’Impero, costituire la cosiddetta Fondazione, la quale ha vita con l’apparente unico scopo di redigere un’Enciclopedia Galattica per la conservazione e la perpetuazione di tutto lo scibile. Ma il vero scopo della Fondazione deve rimanere ignoto ai più, poiché le predizioni della psicostoria risultano valide se e solo se almeno il 99% della collettività non è al corrente di esse e non possa così influenzare con la propria volontà individuale il corso della Storia.

La cronaca della distruzione dell’Impero e della sua rifondazione passa attraverso le cosiddette Crisi Seldon,  temporalmente distanti l’una dall’altra, che scandiscono, insieme ai personaggi che s’accampano di getto all’interno della vicenda, le tappe di questo romanzo, il quale a sua volta è soltanto una piccola parte dell’universo costruito da Asimov – seguiranno Il crollo della galassia centrale e L’altra faccia della spirale a costituire la Trilogia della Fondazione, poi ampliata nell’intero Ciclo - . Un universo che unisce determinismo e libertà, in cui il corso degli eventi si lascia ridurre e predire da equazioni matematiche, ma che conta sull’influenza decisiva di personalità “elette”, che in salienti momenti  di crocevia storici possano indirizzare l’umanità verso un destino evoluzionistico sempre crescente.

 

A cura di Cristina Seguiti

 

 


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