Delitto e castigo - Fëdor Dostoevskij

 

1866, nella lontana Russia inizia, a puntate, la pubblicazione di uno dei romanzi che maggiormente, nell’intera storia della narrativa europea, hanno contribuito a minare sin dalle radici le fondamenta allora preesistenti dell’istituzione letteraria per eccellenza: il romanzo; facendo sì che tale pratica, dopo di sé, non sarebbe potuta più esser la medesima. Parliamo di Fëdor Dostoevskij e del suo capolavoro Delitto e castigo.

Raskolnikov - chiamato anche Rodja - è un giovane studente che vive nei bassifondi di Pietroburgo, ha abbandonato gli studi di legge e si trova in grande difficoltà economica, abita in un piccolo appartamento e gli unici svaghi di cui si riempiono le sue giornate sono le frequenti visite alle taverne della città. Tale è il contesto che spingerà il nostro protagonista - stanco, inoltre, di gravare sulla famiglia, composta dalla madre che risiede nella periferia di Pietroburgo e dalla sorella, Dunja - ad un inaudito gesto: premeditare ed eseguire l'assassinio di Alëna Ivanovna, anziana usuraia nonché vero e proprio parassita della società, agli occhi del nostro protagonista.

Ed è proprio qui che sta il punto del romanzo. Le difficoltà economiche, certo, hanno primaria importanza nel duplice omicidio di Rodja - anche la sorella di Alëna, Lizaveta, si trovava in casa - ; ma è la visione che Raskolnikov ha del mondo a spingerlo a commettere un tale atto disperato, a mettersi alla prova attraverso tale gesto.

 

Così, il mondo è composto da due classi di persone: quelle straordinarie e quelle ordinarie. Compito delle prime, qualora fosse necessario, è di passare sopra le persone ordinarie, calpestarle per preservare ed innalzare la propria virtù, quando volta al bene della collettività.

Newton o Keplero, ci dice Rodja in uno dei suoi vaneggiamenti, qualora avessero dovuto uccidere, al fine di far godere l'umanità delle loro sensazionali scoperte, lo avrebbero dovuto fare senza esitazione alcuna. Così come loro, i grandi uomini della storia non hanno mai esitato nell'imporre la propria grandezza.

Raskolnikov deve provare a sé stesso di essere un uomo straordinario, un superuomo - vi si legge molto Nietzsche in Dostoevskij, il filosofo tedesco trasse grandissima ispirazione dall'autore russo, più grande di una generazione, arrivando a definirlo in qualità della più piacevole scoperta che mai avesse fatto in letteratura, assieme a Stendhal - .

 

Delitto e castigo si configura, subito dopo l'omicidio, come un incredibile viaggio nella psiche di Raskolnikov, il quale aveva ucciso per essere come Napoleone; in realtà dovrà presto sbattere contro il muro della realtà che lo relegherà non in un posto privilegiato, come per quegli uomini cui aspirava far parte, ma tra le persone comuni. Rodja si ammalerà di forti febbri, vaneggerà e soffrirà a lungo per il terribile gesto commesso, e ancor di più poiché si renderà conto di non esser capace di portare veramente fino al termine il compito prepostosi.

Al delitto, dunque, deve seguire il castigo. Ma tale espiazione non sta propriamente nella condanna ai lavori forzati in Siberia - Dostoevskij stesso era incorso in tale pena - cui incapperà Raskolnikov, il vero e proprio castigo è interiore e Rodja lo sconterà prima di costituirsi al giudice istruttore Porfirij Petrovič, regalando al lettore alcuni tra i più intensi monologhi del panorama narrativo contemporaneo. Mediante l'atroce sofferenza provocatasi con quell'inaudito gesto, Raskolnikov potrà purificarsi ed uscire dalle tenebre in cui era sprofondato, redimere tutte le sue colpe, e lo farà mediante il cammino della luce per eccellenza: quello della religione.

Dostoeveskij, precursore e pioniere anche quando non te l'aspetti, influenzò molto il filosofo russo Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev, padre fondatore dell'esistenzialismo cristiano. E' Dio che tiene il mondo e regola ogni azione e condotta umana, ma fino a che punto potrà spingersi l'uomo? Qual è il limite?

Raskolnikov varcherà di molto tale limite ma una grande opera - quale una conversione certamente è - può risanare qualunque ferita; è così che, nella dolce Sonja, Raskolnikov troverà una vera e propria guida spirituale che lo aiuterà a superare i momenti più tragici, pronta a seguirlo anche fino in Siberia, laddove le nubi che offuscavano il cielo dello spirito e della mente di Rodja sembreranno, finalmente, diradarsi.

 

 

A cura di Riccardo Bianco

 

 


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