Perù: il coraggio dei vinti

Raccolta di ricordi e riflessioni su un breve itinerario nella terra dei colori

 

Chiunque sarà d’accordo con me sul fatto che viaggiare arricchisca lo spirito. Le odierne tecniche di trasporto ci consentono di raggiungere un punto qualsiasi del planisfero ed in un tempo relativamente ristretto, tanto che l’inganno della modernità può indurre quell’uomo seduto nella propria stanza a pensare che il mondo tutto vada avanti allo stesso ritmo, con lo stesso passo militare, cadenzato, uniforme, asettico. Tuttavia, esistono dei luoghi su cui la mannaia del tempo non cala mai, né sull’ambiente, né sulle popolazioni.

Quando ci si reca in un luogo come il Perù, così lontano nello spazio-tempo dal proprio paese d’origine, che possiede un passato, un presente e probabilmente anche un futuro così diversi dal proprio immaginario, le differenze culturali si gettano palesi davanti allo sguardo del viaggiatore intrepido, eppure quella scintilla di un’umanità unica e totale si alimenta ad ogni nuovo incontro, ad ogni nuova scoperta e conoscenza del diverso. Ogni sensazione è amplificata, ogni colore è alla luce del sole un’orgia di piacere inebriante per gli occhi, così che il calar della notte sia un buio sempre invocato e assaporato, dopo aver ricevuto un tanto grande regalo di natura.
Questo puro “anacronismo geografico” è pervaso ovunque dalla dignità, finanche nel più povero mendicante. Il coraggio di questo popolo, vinto dalle armi e dal cattolicesimo spagnoli –quest’ultimo l’arma più letale- , risiede nella sprezzante capacità di aver mantenuto le proprie radici intatte, seppur celate sotto il mantello di una conversione religiosa forzata ed, infine, accettata come propria. Ma camminando per le strade e le sterminate valli di questo paese, si può avvertire con assoluta chiarezza che lo spirito degli avi insiste e persiste, immutato negli anni, furibondo per i soprusi subiti, appollaiato come un Condor sulle pendici dei monti della Cordillera.

L’itinerario da me percorso è stato troppo breve per permettermi il lusso di dare a questa pagina l’impostazione di “guida turistica”. Comprende infatti siti che si trovano soltanto nell’area sud del Perù (la località più a nord dell’itinerario è la capitale Lima). Tuttavia, mi prendo la briga di condividere con voi avventori di Letterazione le vivide immagini di quei bellissimi luoghi. Le foto che vedrete sono assolutamente amatoriali. Ciò detto, gustatevi questo squarcio di realtà… Buon viaggio (e attenzione al soroche)!

Lima - la capitale


Lima vive di forti contrasti sociali, come ogni città in ascesa economica e urbanistica, in un rapido affacciarsi sulla modernità: da un lato la ricchezza e le nuove costruzioni, coi grattacieli che si stagliano prepotenti verso l’alto; dall’altro, la vita di chi fa i conti ogni giorno con la povertà e con la lotta per la sopravvivenza. Affacciata sull’Oceano Pacifico, porta con sé la commistione tra le vecchie città spagnole e l’architettura d’avanguardia.

Arequipa - la città bianca

Questa piccola perla, incorniciata dai vulcani Misti e Pichu Pichu e dal monte Chachani, rappresenta il centro dei commerci del Perù meridionale. Ciò che non potete farvi mancare una volta qui è la visita del convento di Santa Catalina ed il chiostro della Compagnia di Gesù. Fermatevi poi su una delle tante panchine della bella Plaza de Armas per chiacchierare con qualche Arequipeno.

Valle del Colca - i terrazzamenti precolombiani

 

Da Chivay, 160 km a nord di Arequipa, si parte alla scoperta del Canyon del Colca, il più profondo del pianeta (3191 metri). Qui potrete ammirare villaggi andini ancora intatti ed i terrazzamenti precolombiani coltivati dagli indigeni Collaguas. Proseguite lungo tutta la vallata, sino al panorama offerto dalla Cruz del Condor.

La Cruz del condor -  il signore di Hanan Pacha

Dalla Cruz del Condor potrete ammirare l’enorme rapace librarsi nell’aria e dominare tutta la valle. Arrivati a questo punto occorre fare una breve disgressione sul significato della figura del Condor. La Croce andina –chakana, in lingua quechua- è un simbolo millenario che rappresenta la costellazione della Croce del Sud e sintetizza la concezione andina della vita basata su tre livelli: Uku Pacha, ovvero il “mondo di sotto”, regno della morte, il cui simbolo è il serpente; Kay Pacha, ovvero “questo mondo”, il mondo della vita terrestre, simboleggiato dal puma; Hanan Pacha, ovvero il “mondo di sopra”, regno degli astri e degli dei, simboleggiato dal Condor. Ecco quindi il nostro animale, simbolo della vita eterna e della comunicazione tra la terra e le divinità del cielo: il termine Chakana deriva infatti dalla fusione di due parole quechua, chaka (ponte, unione) e hanan (alto).

Puno (lago Titicaca) – Le isole Uros e Taquile

 

La maggiore attrattiva di Puno è senza dubbio il lago Titicaca, il cui nome sta a significare “puma di pietra”. Effettivamente, dall’alto il lago ha la vera e propria forma di un puma. Esso è il lago navigabile posto alla maggiore altitudine (3812 metri sopra il livello del mare) ed è posto tra Perù e Bolivia. Il lago Titicaca è costellato da numerose isole, tra cui Taquile e le isole artificiali degli Uros. Queste ultime sono un arcipelago di piccole isole galleggianti costruite interamente in canna di totora, sulle quali la popolazione preincaica degli Uros si rifugiò dopo l’arrivo degli Inca, spostandosi dalle sponde del lago Titicaca al vero e proprio interno del lago.
L’isola di Taquile offre una fantastica vista sul lago. Su Taquile non esistono veicoli né strade e la fornitura elettrica è irregolare. Gli abitanti di quest’isola vivono di turismo e sono abilissimi nel lavorare i tessuti.

Cusco - l'ombelico del mondo

Il cerchio all’interno della Chakana andina rappresenta El Cusco, l’ombelico del mondo. Era questa la capitale dell’impero Inca e ancor oggi conserva un fascino tutto particolare, se paragonata alla capitale dello stato moderno. Qui potrete vedere Plaza Regocijo, Plaza de Armas con la cattedrale e la chiesa di Jesus y Maria, il tempio Qoricancha ed il monastero di Santo Domingo. Nei dintorni di Cusco si può accedere ai siti archeologici di Q’enqo, Pukapukara e Sacsayhuaman.

Sacsayhuaman - fortezza e luogo di culto

Il complesso archeologico di Sacsayhuaman è un monumento megalitico in porfido e andesite costruito sotto il regno di Pachacutec, utilizzato molto probabilmente come centro cerimoniale. Non è tuttavia esclusa la funzione di fortezza militare. Proprio qui si combattè la battaglia di Sacsayhuaman nel 1536 tra gli Inca e gli spagnoli di Pizarro. Caratteristica di questa imponente costruzione è la muraglia a zig-zag , le cui pietre sono talmente combacianti le une alle altre da non consentire neanche il passaggio di una lama di coltello negli spazi interposti.
Qui si celebra inoltre la festa annuale Inti Raymi.

Valle sacra

El Valle Sagrado è un fertile territorio che accompagna il tratto del fiume Urubamba dalla città di Pisac fino a Ollantaytambo. Qui, oltre allo splendido panorama della valle, potrete vedere Pisac col cuo caratteristico mercato, le saline poste tra Maras e Urubamba ed, infine, la fortezza Ollantaytambo.

Ollantaytambo - la cittadella della resistenza


Questa fortezza fu testimone di una delle più importanti vittorie della resistenza di Manco Inca contro gli spagnoli dopo la disfatta di Cusco ed è, insieme a Machu Picchu, uno dei siti archeologici più belli da visitare. Dopo la vittoria di Ollantaytambo, l’imperatore Manco Inca fu comunque costretto a penetrare nella foresta amazzonica nella regione di Vilcabamba, dove sopravvisse uno Stato Inca indipendente fino al 1572, anno della cattura ed esecuzione di Tupac Amaru, ultimo imperatore Inca. Vilcabamba fu saccheggiata, distrutta e data alle fiamme.

Machu Picchu - meraviglia del mondo

 

Non mi dilungherò nel descrivere questo spettacolo della natura e dell’uomo. Preferisco riportarvi le parole di Pablo Neruda, il quale ha colto perfettamente l’essenza della vista del sito archeologico di Machu Picchu, salvatosi dallo tsunami distruttivo degli spagnoli e del tempo:

"Allora per la scala della terra sono salito,
fra gli atroci meandri delle selve sperdute,
sino a te, Machu Picchu.
Alta città di pietre a scalinata,
dimora degli esseri che il terrestre
non potè celare nelle vesti assonnate.
In te, come due linee parallele,
la culla del tempo e quella dell'uomo
si dondolavano a un vento di rovi.
Madre di pietra, spuma di condor.
Alta scogliera dell'aurora umana."

Breve glossario

 

  • Alpaca: uno dei quattro camelidi del Sudamerica, allevato soprattutto per la lana
  • Ceviche: pesce marinato in lime e peperoncino
  • Chicha: tipica birra di mais, servita in tutti quei luoghi in cui vi capita di vedere una bandiera rossa appesa ad una bacchetta oppure un mazzo di fiori.
  • Cuy: porcellino d’India. Questo animale viene allevato normalmente e costituisce uno dei piatti principali dell’alimentazione peruviana.
  • Llama: uno dei quattro camelidi del Sudamerica, allevato per la lana e come guardiano di greggi
  • Guanaco: uno dei quattro camelidi del Sudamerica, è una specie minacciata
  • Soroche: il mal di altura, si può combattere masticando la foglia di coca o bevendo il mate, l’infuso della foglia di coca
  • Vicuña: uno dei quattro camelidi del Sudamerica, è una specie protetta.


Fonti bibliografiche:

Guida traveler di National Geographic  - Perù, 2010

 

 

A cura di: Cristina