In cerca della Grande Bellezza

 

Un’intera pellicola per permettere al protagonista Jep Gambardella di narrare, in una successione di immagini poetiche e nella cornice di una Roma mai così ridondantemente bella, la storia di come non gli sia possibile raccontare una vera e propria storia.

 65 anni suonati e Jep è ancora il re indiscusso delle mondanità della Capitale, un impero di inutilità al quale si sentiva predestinato sin da ragazzo, malgrado l’inclinazione gentile e sensibile del suo animo. Acuto osservatore di una società medio borghese alla quale si sente affettuosamente legato, nonostante egli stesso la percepisca distorta e superata, Jep è un giornalista ma, soprattutto, uno scrittore caduto in una pausa di riflessione a tempo indeterminato dall’uscita del suo primo ed unico romanzo, “ L’apparato umano”.

Tuttavia, anche se il filo conduttore è costituito dalla narrazione dei quadri di vita di Jep, si fatica a riconoscere all’uomo un ruolo propriamente attivo, poiché ciò supporrebbe lo svolgersi di un’azione verso un determinato fine o scopo, mentre il film di Sorrentino, come i trenini delle feste di Jep e compagnia, non va da nessuna parte. Ed è per questo che è bello.

Esso si snoda in tutta la sua purezza atto dopo atto come una collana di perle, da inquadrature che appagherebbero persino l’occhio dei più profani, a scene che sembrano ritratti ad olio della società del pettegolezzo falso e tendenzioso, mischiando il tanto citato grottesco dello stile di Sorrentino con sprazzi di intensa luminosità tendenti al misticismo. La lentezza che si addice alle grandi opere fa contrasto con la vita sempre eccentrica e di superficie portata avanti da Jep e dai personaggi che ne contornano l’esistenza, i quali ne sono talmente assuefatti da non rendersi neanche conto di vivere qualcosa che, per fattori di tempo, non gli appartiene più e che, probabilmente, proprio a causa della sua natura fuggevole, non gli è mai appartenuto.

Non per ultima c’è Roma, che dispone su un vassoio d’argento, alla mercé del miglior offerente, tutta la bellezza secolare di cui il tempo l’ha dotata. Una bellezza che è sempre lì, a portata di mano, forse troppo per poter essere realmente apprezzata, che risulta così in parte sminuita dalla sua stessa grandezza.

 

“È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore.”

 

“Sedimentato” è la parola chiave, additando con ciò quel qualcosa che per davvero è bello e sub limen, come il dolce orrore dei Romantici tedeschi. Qualcosa c’è ed è sepolta lì, sotto cumuli di misera borghesia benpensante, orge di futilità e perdita del proprio sé, sta a noi darle la luce. E non è una distrazione qualunque a salvare le anime, è piuttosto la Bellezza –essenza di un’idea variabile ad personam-, che rappresenta il fulcro di un viaggio inatteso in cui, catapultati senza che si possa riconoscere personalmente una sequenza d’inizio né una di fine, ci barcameniamo senza il benché minimo ed univoco scopo di specie, poiché ognuno di noi potrà porsi una miriade di particolari obiettivi, ma quale il senso generale e condiviso di un’intera umanità? Se il senso è altrove, il regista non ne parla. E’ il niente che invece, in modo ossimorico, prevale quantitativamente e qualitativamente nel mondo e nella vita delle persone, ed esso non viene mai giudicato reo in quanto rientra, in ogni caso, in un meccanismo traghettatore di anime dal punto A al punto B di un ipotetico piano cartesiano, che non merita affatto un’interpretazione finalistica, in quanto puro e semplice divertissement, ma che può essere tuttavia narrato e, per di più, solo e soltanto nel momento stesso in cui si prendono le distanze da esso. “Che cosa ho fatto per tutto il tempo che ero lì?” è come se si chiedesse Jep; ed è per lui semplice rispondere alla domanda “che cosa?”, meno facile rispondere, con sua grande sorpresa ed un briciolo di malinconia, alla domanda “perché?”.

 

“Bla. Bla. Bla. Altrove, c'è l'altrove. Io non mi occupo dell'altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.”

 

 

A cura di Cristina Seguiti

 

 

 


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